Ti basta un attimo di distrazione, un incarto lasciato sul tavolino, e il cane, con quella faccia innocente, ha già fatto sparire tutto. Poi arriva la domanda che gela: cosa succede se il cane mangia cioccolato? La verità è che può essere pericoloso anche in piccole dosi, e non è un’esagerazione da “allarmisti”, è chimica, metabolismo e tempo che gioca contro di lui.
Perché il cioccolato è tossico per i cani (e per noi no, o quasi)
Il punto chiave è una sostanza chiamata teobromina, presente nel cacao, e in parte anche la caffeina. Noi umani la smaltiamo abbastanza in fretta, mentre i cani la metabolizzano molto lentamente. Risultato: si accumula nel sangue e può colpire più sistemi insieme, come se premessi contemporaneamente i pulsanti di cuore, cervello e stomaco.
La teobromina, che appartiene al gruppo delle metilxantine, è uno stimolante: in un cane può trasformare una “merenda” in un vero stress per l’organismo.
“Ma era solo un pezzettino”: perché anche poco può bastare
La pericolosità non dipende solo dalla quantità, ma da tre fattori che spesso sottovalutiamo:
- Peso del cane: un cubetto che per un Labrador sembra niente, per un cane da 4 kg può essere già troppo.
- Tipo di cioccolato: più cacao significa più teobromina.
- Ripetizione: piccole assunzioni ravvicinate possono sommare l’effetto, perché la teobromina resta in circolo a lungo.
In generale, le dosi nocive possono partire da circa 20 mg di teobromina per kg di peso. È il motivo per cui il “solo un assaggio” va sempre valutato sul singolo caso.
Quali cioccolati sono più rischiosi
Il più insidioso è il cioccolato ad alta percentuale di cacao.
- Cacao puro e cioccolato fondente: i più pericolosi per l’alta concentrazione di teobromina. Anche quantità che sembrano piccole possono creare un’intossicazione seria.
- Cioccolato al latte: meno concentrato, ma non “sicuro”. Per cani piccoli o sensibili può comunque essere un problema.
- Dolci al cioccolato: oltre alla teobromina, entrano in gioco grassi e zuccheri, che possono peggiorare nausea, diarrea e infiammazione gastrointestinale.
Sintomi: cosa osservare nelle prime ore
I segnali possono comparire in 1-4 ore, ma a volte anche più tardi, fino a 24 ore, e possono durare diversi giorni. Qui è utile ragionare per “scala”, perché spesso i primi sintomi sembrano banali, poi accelerano.
Sintomi iniziali (basse dosi)
- Vomito
- Diarrea
- Sete eccessiva
- Minzione frequente (poliuria)
Sintomi più gravi (dosi più alte o cane sensibile)
- Tachicardia e aritmie
- Agitazione, irrequietezza, iperattività
- Tremori
- Ipertermia (temperatura alta)
- Cambiamenti comportamentali, apatia o aggressività
Rischio estremo
A dosi molto elevate, indicativamente 100-200 mg/kg, possono comparire convulsioni e collasso, con rischio di esito letale.
Cosa fare subito (senza improvvisare)
Quando scopri che ha mangiato cioccolato, la cosa più utile è agire con lucidità, anche se è difficile. L’obiettivo è dare al veterinario informazioni precise.
Ecco cosa raccogliere immediatamente:
- Tipo di cioccolato (fondente, al latte, cacao, dolce)
- Quantità (grammi stimati, numero di cubetti, peso della tavoletta)
- Peso del cane
- Orario in cui potrebbe averlo ingerito
- Eventuali sintomi già presenti
Poi, la regola è una: contatta subito il veterinario o una clinica di pronto intervento. Anche se il cane sembra “normale”, il problema può essere in fase iniziale.
Cosa può fare il veterinario
A seconda del caso, può valutare:
- Induzione del vomito (se l’ingestione è recente e in sicurezza)
- Carbone attivo per ridurre l’assorbimento
- Monitoraggio cardiaco
- Terapie di supporto per cuore, reni e controllo dei tremori
La risposta che cercavi: cosa succede davvero?
Succede che la teobromina può trasformare il cioccolato in uno stimolante potente per un cane, con effetti che vanno dal mal di pancia a problemi cardiaci e neurologici. E sì, può bastare poco, soprattutto se il cane è piccolo o se il cioccolato è fondente. La buona notizia è che, se ti muovi subito e chiami il veterinario con dati chiari, spesso si riesce a intervenire in tempo e a evitare conseguenze gravi.




