Quando un coniglio smette di mangiare fieno, di solito non è “un capriccio”. È uno di quei segnali piccoli ma potentissimi che ti fanno drizzare le antenne, perché dietro può esserci dolore, un intestino che rallenta, o una dieta che, senza volerlo, lo sta portando fuori strada. E la parte più inquietante è questa: il coniglio tollera malissimo il digiuno, quindi il tempo conta davvero.
Perché il rifiuto del fieno è un campanello d’allarme
Il fieno non è solo “cibo”, è la base dell’equilibrio del coniglio: fornisce fibra lunga, tiene l’intestino attivo, e consuma i denti che crescono continuamente. Proprio perché è l’alimento più impegnativo da masticare, spesso è anche il primo che il coniglio smette di mangiare quando qualcosa non va.
Cosa può indicare quando il coniglio non mangia fieno
1) Problemi dentali (la causa più comune)
Se la masticazione fa male, il coniglio tende a scegliere cibi più morbidi e “facili”, lasciando il fieno nella rastrelliera. Le cause tipiche includono malocclusione, punte dentali e, nei casi più seri, ascessi.
Segnali che spesso si vedono insieme:
- preferisce pellet o verdure morbide, scarta il fieno
- salivazione o pelo bagnato sotto il mento
- perdita di peso, mangia più lentamente
- digrignamento “strano” (non quello rilassato)
- lascia cadere il cibo mentre mastica
2) Inizio di stasi gastrointestinale
La cosiddetta stasi gastrointestinale è quel rallentamento dell’intestino che può evolvere rapidamente. Il paradosso è che spesso inizia proprio così: meno fieno, meno fibra, meno movimento intestinale, più fermentazione e gas.
Segnali tipici:
- feci più piccole, secche, rare o assenti
- addome teso o gonfio, postura “chiusa”
- letargia, si isola, si muove poco
- rifiuto progressivo anche di altri alimenti
Per capire quanto sia delicato questo meccanismo, pensa all’intestino come a un nastro trasportatore che funziona grazie alla fibra: se la fibra manca, tutto rallenta.
3) Stasi “secondaria” a stress o dolore
Non serve un problema intestinale “nato nell’intestino”. Un dolore altrove o uno stress improvviso possono spegnere l’appetito e rallentare la motilità: cambio di casa, nuovi animali, caldo, interventi chirurgici, infezioni urinarie, problemi respiratori, parassiti, pododermatite.
4) Dieta sbilanciata e abitudini scorrette
Se ci sono troppi pellet, mix, snack, frutta o verdure molto appetibili, alcuni conigli “disimparano” a scegliere il fieno. Non perché sia meno importante, ma perché trovano alternative più gratificanti e immediate.
5) Altre malattie (urinario, metabolico, sistemico)
In alcuni casi il coniglio beve ma mangia poco, oppure sembra infastidito: dolore alle vie urinarie, malessere generale o altre patologie possono riflettersi subito sull’appetito.
Cosa fare subito (senza perdere tempo)
Quando è urgenza veterinaria
Contatta subito un veterinario esperto in conigli se noti uno di questi punti:
- non mangia fieno e mangia pochissimo o nulla anche del resto
- feci molto ridotte, assenti o chiaramente anomale
- apatia, postura raggomitolata, addome gonfio o dolorante
- rifiuto del cibo dopo stress, trauma o intervento
- sospetto dolore dentale (sbava, digrigna, lascia cadere il cibo)
Aspettare “fino a domani” è rischioso: in poche ore la situazione può peggiorare.
Cose da NON fare
- Non somministrare lassativi, olio o farmaci “a caso”.
- Non usare farmaci umani.
- Non coprire i sintomi sperando che passi.
Cose utili nell’immediato
- acqua fresca sempre disponibile
- verdure a foglia già tollerate dal tuo coniglio (senza esagerare con alimenti ricchi o zuccherini)
- osserva e annota: quante feci fa, come si muove, cosa accetta di mangiare
Se non sembra un’emergenza: come far tornare il fieno protagonista
Migliora la “strategia fieno”
Prova a renderlo irresistibile:
- cambia tipo (timoteo, prato misto, più verde e profumato)
- sostituiscilo spesso, niente fieno vecchio o polveroso
- mettilo in più punti, vicino alle zone dove riposa
- offri ciuffi “scelti”, i fili più lunghi e verdi
Correggi la dieta (con gradualità)
L’obiettivo è chiaro:
- fieno a volontà come base
- riduzione graduale di pellet e snack
- più verdure fibrose e, se possibile, erbe di campo sicure
Controllo denti: la svolta che risolve tante storie
Se il veterinario trova un problema orale può servire visita approfondita, radiografie e trattamento. È spesso qui che si sblocca tutto, perché senza dolore il coniglio torna a masticare, e masticare mantiene in ordine anche il suo delicatissimo sistema digestivo, proprio come suggerisce la logica dell’erbivoro.
Quando basta cambiare fieno e quando no
Se il coniglio è vivace, mangia bene il resto, e le feci sono normali, può essere una questione di qualità o abitudine. Ma se al rifiuto del fieno si sommano meno feci, letargia o segnali di dolore, trattalo come un problema serio: visita rapida e gestione mirata.
Il punto finale è semplice, e vale oro: il fieno non è opzionale, è la “linea di vita” quotidiana del coniglio. Quando lo rifiuta, sta comunicando qualcosa, e ascoltarlo in tempo fa tutta la differenza.




