Apri l’oblò e ti arriva quel sentore di umido, quasi “cantina”. A quel punto la domanda nasce da sola, la muffa si forma in ogni parte della lavatrice? Per fortuna no, e la cosa ancora migliore è che, con poche mosse mirate, può tornare davvero pulita e profumata senza trasformare la pulizia in un’impresa.
Dove si annida davvero la muffa (e perché non è ovunque)
La muffa non cresce in modo uniforme, sceglie i punti dove trova tre cose: umidità, poca aria e “cibo” sotto forma di residui di detersivo, ammorbidente e sporco del bucato. In pratica, si concentra soprattutto in:
- Guarnizioni dell’oblò: pieghe e canalini trattengono acqua e pelucchi.
- Cassetto del detersivo: ristagni e incrostazioni diventano un buffet perfetto.
- Cestello (soprattutto interno e zone poco raggiunte dal flusso): biofilm e odori.
- Filtro e area dello scarico: piccoli oggetti, capelli e residui possono creare marciume.
- Tubi: non li vediamo, ma sono il “retrobottega” degli odori persistenti.
Capire questi punti ti fa risparmiare tempo, perché pulire “a caso” spesso non risolve la radice del problema.
Le cause più comuni (quelle che facciamo quasi tutti)
A volte la muffa sembra comparire dal nulla, ma di solito è la somma di abitudini innocenti:
- Sportello chiuso subito dopo il lavaggio: l’umidità resta intrappolata, soprattutto nella guarnizione.
- Troppo detersivo o ammorbidente: l’eccesso non lava meglio, lascia residui che fermentano.
- Solo lavaggi a basse temperature: utili per alcuni capi, ma se diventano l’unica routine non igienizzano a fondo.
- Bucato dimenticato nel cestello: anche un’ora in più può bastare per trasformare la lavatrice in una “camera umida”.
- Filtro trascurato: quando si satura, gli odori risalgono e la macchina “respira” male.
La pulizia che funziona davvero (in 20 minuti + un ciclo)
Qui l’idea è semplice: prima togli lo sporco visibile, poi fai un ciclo che lavi l’interno. Preparati con guanti protettivi e un panno in microfibra.
1) Guarnizione: il punto zero
- Passa un panno asciutto nelle pieghe per rimuovere pelucchi e residui.
- Poi usa un panno inumidito con acqua calda e un po’ di detergente delicato.
- Se vedi puntini neri, insisti nelle pieghe, sono spesso colonie di muffa.
2) Cassetto del detersivo: la “vaschetta” che nessuno guarda
- Estrai il cassetto (di solito viene via premendo una linguetta).
- Lascialo in ammollo in acqua calda e aceto, poi spazzola gli angoli con uno spazzolino.
- Asciuga bene prima di reinserirlo.
3) Filtro e scarico: la fonte degli odori testardi
- Apri lo sportellino del filtro (metti un asciugamano sotto).
- Rimuovi residui, sciacqua il filtro e pulisci l’alloggiamento.
- Se l’odore resta “di fogna”, può esserci un tema di scarico domestico, in quel caso un controllo tecnico è sensato.
4) Ciclo a vuoto igienizzante: la svolta
Scegli UNA soluzione (non mescolarle tra loro):
- Aceto bianco: utile contro calcare e odori, versane una buona quantità nella vaschetta o nel cestello.
- Bicarbonato: ottimo come supporto deodorante, aggiungilo nel cestello.
- Candeggina diluita: efficace per igienizzare, usala seguendo dosi e indicazioni in etichetta.
Imposta un lavaggio a vuoto a 60°C o più. È il passaggio che fa davvero la differenza.
Come evitare che torni (senza cambiare vita)
La prevenzione è fatta di piccole abitudini ripetute:
- Lascia oblò e cassetto socchiusi dopo ogni lavaggio.
- Asciuga al volo la guarnizione con un panno, bastano 10 secondi.
- Rispetta le dosi di detersivo (meno residui, meno muffa).
- Fai almeno un lavaggio caldo periodico, anche solo con asciugamani.
- Togli il bucato subito, così l’umidità non ristagna.
Se metti in fila questi gesti, la lavatrice smette di “trattenere” odori e torna a fare il suo lavoro come dovrebbe: capi freschi, interno pulito, profumo che non sa di umido ma di casa ordinata.




