C’è un momento, quando provi a fare il sapone in casa, in cui ti chiedi: “Ok, ma perché il composto non diventa mai cremoso come nei video?”. È lì che entra in scena il trucco che ha reso curiosi in tantissimi, quello attribuito a Benedetta Rossi, semplice, domestico, quasi disarmante.
Il trucco che cambia la consistenza: amido di mais
Il cuore della faccenda è l’amido di mais usato come additivo naturale. Non è magia, è chimica pratica da cucina: una piccola quantità aiuta a stabilizzare l’emulsione, rendendo il composto più “fermo” e vellutato quando arrivi al famoso “nastro”, cioè quel momento in cui la massa cade dal frullatore lasciando una traccia visibile.
Nella saponificazione (qui conta la precisione), lavorare con un impasto più stabile significa meno ansia, meno rischi di separazione e una sensazione più controllata durante la traccia. Se vuoi approfondire cos’è, la parola chiave è saponificazione.
Prima di iniziare: sicurezza e preparazione
Se usi la soda caustica, la regola non si discute:
- Guanti, occhiali, maniche lunghe
- Ambiente ventilato, lontano da bambini e animali
- Soda sempre nell’acqua, mai il contrario
- Contenitori resistenti al calore (vetro borosilicato o plastica adatta)
Un altro dettaglio che fa la differenza: punta a temperature simili tra soluzione di soda e oli, in genere intorno ai 40-45°C, così l’emulsione arriva più facilmente.
Ricetta 1: sapone naturale arancia e cannella (acqua ridotta)
Questa versione è interessante perché usa meno acqua, quindi il sapone tende a rassodare prima e ad asciugarsi più velocemente.
Ingredienti
- 750 g olio d’oliva
- 200 g olio di girasole
- 50 g olio di cocco
- 129 g soda caustica (con sconto soda 5% già considerato)
- 260 g acqua
- 1 cucchiaino amido di mais (il trucco)
- Essenza o olio essenziale di arancia
- Essenza o olio essenziale di cannella (con moderazione)
- Concentrato di pomodoro (per colorare una parte, facoltativo)
- Fette di arancia essiccate (decorazione, facoltativo)
Metodo
- Prepara gli oli: scaldali leggermente, giusto per uniformarli.
- Sciogli la soda nell’acqua, mescola finché la soluzione diventa trasparente (scalda molto, è normale).
- Versa la soluzione negli oli e frulla a impulsi fino a un nastro leggero.
- Dividi il composto in due ciotole:
- Nella prima aggiungi amido di mais e le note di arancia e cannella.
- Nella seconda, se vuoi un effetto decorativo, aggiungi un po’ di concentrato di pomodoro.
- Versa negli stampi, decora con le fette di arancia.
- Copri con pellicola e un panno, lascia riposare circa 12 ore, poi sforma e taglia.
Ricetta 2: sapone 100% olio d’oliva (semplice e “pulito”)
Questa è la strada “minimal”, perfetta se vuoi capire come si comporta il sapone senza troppi ingredienti.
Ingredienti
- Olio d’oliva (quantità a scelta)
- Soda caustica e acqua calcolate con un buon calcolatore di saponificazione
- 1 cucchiaio amido di mais
- 20 ml olio essenziale (per esempio lavanda, facoltativo)
Metodo
- Sciogli la soda nell’acqua e aspetta che la temperatura scenda.
- Porta anche l’olio a circa 40-45°C.
- Unisci e frulla fino al nastro.
- Aggiungi l’amido di mais, poi la profumazione.
- Versa nello stampo, dai qualche colpetto per eliminare bolle.
- Quando è solido, taglia a saponette (spessore circa 2,5 cm) e lascia stagionare in luogo asciutto.
Variante creativa senza soda: saponi decorati alla glicerina (anche con i bambini)
Se vuoi la parte “wow” senza maneggiare sostanze caustiche, questo metodo è il più sereno.
Ingredienti
- Base di sapone di glicerina trasparente
- Luffa tagliata a rondelle
- Colorante cosmetico (es. verde)
- Olio essenziale di menta (poche gocce)
Metodo
- Inserisci la luffa negli stampi in silicone.
- Sciogli la glicerina a bagnomaria.
- Aggiungi colorante e menta, mescola piano.
- Versa negli stampi e lascia solidificare (circa 1 ora, anche in frigo).
Perché l’amido funziona davvero
Il bello del trucco è che non stravolge la ricetta, la “aggiusta” mentre la fai. L’emulsione diventa più docile, la traccia più leggibile, e la sensazione finale è quella di un sapone più compatto e piacevole al tatto. È un piccolo gesto, da dispensa di casa, ma quando lo provi la prima volta capisci perché se ne parla così tanto.




