C’è una frase che sento ripetere spesso, quasi come fosse una regola non scritta: “Tanto il cane può restare solo tutto il giorno”. E invece no, il tempo che un cane può restare solo è una di quelle risposte che molti non si aspettano, perché somiglia più a un equilibrio delicato che a un numero fisso sul calendario.
La risposta che spiazza (e perché)
L’idea delle 8-10 ore “come una normale giornata lavorativa” è comprensibile, ma spesso non regge quando si guardano due aspetti molto concreti: i bisogni fisiologici (pipì, acqua, comfort) e il benessere emotivo (noia, frustrazione, stress). Un cane può anche “resistere”, ma resistere non significa stare bene.
Il punto chiave è questo: per un cane adulto sano, 6 ore è già una soglia che, in molti casi, va gestita con attenzione. Le 8 ore sono un limite estremo, non una comoda abitudine.
Quanto tempo, in pratica, in base all’età
Ogni cane è un caso a sé, ma queste indicazioni aiutano a non sbagliare di grosso.
Cuccioli (fino a 6 mesi)
Qui la sorpresa è immediata: i cuccioli hanno una vescica piccola e un ritmo “imprevedibile”.
- Regola utile: 1 ora per ogni mese di vita (3 mesi circa 3 ore, 4 mesi circa 4 ore).
- Nelle prime settimane, meglio puntare su assenze brevissime e molto graduali.
- Dopo pasti e sonnellini, spesso serve una pausa pipì quasi “a sorpresa”.
In pratica, per molti cuccioli, 1-2 ore sono già tanto se non sono abituati.
Adolescenti (6-18 mesi)
È l’età in cui sembrano instancabili e, se si annoiano, lo dimostrano “creativamente”.
- Indicazione prudente: 2-4 ore.
- Qui conta moltissimo l’arricchimento (giochi, masticativi, routine).
Se li lasci soli troppo a lungo senza aver scaricato energie, il rischio di distruzioni e agitazione sale.
Adulti (1-7 anni)
La fascia più “stabile”, ma non infinita.
- Range possibile: 4-8 ore se ben addestrati, in salute e abituati.
- Range consigliato: 4-6 ore, più realistico per comfort e bisogni.
Ricorda che molti cani hanno bisogno di uscire 3-5 volte al giorno, non solo mattina e sera.
Anziani (oltre 8 anni)
Qui entrano in gioco articolazioni, metabolismo, eventuali farmaci, bisogno di urinare più spesso.
- Indicazione comune: 2-6 ore, in base a taglia e salute.
Un anziano “bravo” non è necessariamente un anziano che sta bene, potrebbe semplicemente aver imparato a non chiedere.
I fattori che cambiano tutto
Oltre all’età, ci sono variabili che fanno la differenza tra un cane tranquillo e uno in difficoltà:
- Salute (cistiti, problemi renali, intestino sensibile)
- Taglia (non è una regola assoluta, ma incide su ritmi e resistenza)
- Temperamento (alcuni sono più indipendenti, altri più sensibili)
- Addestramento e abitudine (la solitudine si costruisce, non si impone)
- Rischio di ansia da separazione, che può comparire anche in cani adulti se cambia routine
Come abituarlo a stare solo senza traumi
Ho visto funzionare bene un approccio semplice, quasi “in punta di piedi”:
- Esci per 1-5 minuti, rientra con calma (niente scene)
- Aumenta gradualmente a 10, 20, 40 minuti
- Arriva a 1-2 ore, poi a 3-4 ore, sempre senza salti enormi
- Associa l’uscita a qualcosa di piacevole (un gioco masticabile, una ricerca olfattiva)
L’obiettivo non è “farlo rassegnare”, ma fargli pensare: “Ok, so cosa succede, e so che torni”.
Se lavori 8-10 ore: la soluzione realistica
Se la tua giornata è lunga, la risposta più onesta è organizzare una pausa:
- dog sitter o dog walker a metà giornata
- un familiare che passa per una breve uscita
- monitoraggio con telecamera per capire davvero cosa succede (non cosa immaginiamo)
E al rientro, non “compensare” con eccitazione, ma con tempo di qualità: passeggiata lunga, gioco, contatto tranquillo.
La conclusione che chiarisce tutto
Un cane può restare solo per alcune ore, sì, ma per la maggior parte dei cani la soglia di benessere reale sta intorno alle 4-6 ore, con eccezioni da valutare. Quello che molti non si aspettano è che “tutto il giorno” non è la norma, è un rischio. Se hai dubbi, la scelta più sensata è parlarne con il veterinario, perché il tuo cane non è una media statistica, è una storia a sé.




