Ti accorgi che sta arrivando “quel momento” ancora prima di prendere le chiavi: il cane ti segue ovunque, ansima, magari guaisce, e appena la porta si chiude comincia il caos. L’ansia da separazione nel cane è proprio questo, un disagio reale che spesso esplode quando la solitudine diventa improvvisa, lunga, o imprevedibile. La buona notizia è che, con le tecniche giuste, si può migliorare davvero, e spesso in modo sorprendente.
Capire se è davvero ansia da separazione
Prima di “curare”, conviene riconoscere. Non tutti i dispetti sono ansia, e non tutta l’ansia si vede allo stesso modo. I segnali più comuni includono:
- vocalizzazioni (abbaio, ululato, pianto) appena esci
- distruzione mirata (porte, finestre, oggetti vicino all’ingresso)
- bisogni in casa anche se è abituato a farli fuori
- ipersalivazione, tremori, agitazione, tentativi di fuga
- attaccamento eccessivo quando sei presente
Se questi comportamenti compaiono soprattutto in tua assenza, la pista è credibile. A quel punto, educatori ed esperti cinofili concordano su un punto: non serve “sgridare”, serve insegnare la calma.
La coppia che funziona: desensibilizzazione e controcondizionamento
Il cuore del lavoro è una combinazione molto concreta: desensibilizzazione graduale e controcondizionamento (cioè cambiare l’emozione legata alla tua uscita). In pratica, trasformi la separazione da evento spaventoso a evento neutro, o persino piacevole.
1) Desensibilizzazione: micro-assenze, senza teatro
L’obiettivo è far capire al cane che esci e torni, e che non succede niente di terribile.
- Parti da assenze ridicole: 5, 10, 20 secondi.
- Esci senza rituali, rientra senza festa.
- Premia la calma (cibo, gioco, voce tranquilla) solo se è rimasto sereno.
- Aumenta il tempo di pochissimo, quando la fase precedente è stabile.
Qui la parola chiave è costanza. Meglio 10 ripetizioni brevi al giorno che una “prova” lunga ogni tanto.
2) Controcondizionamento: la tua uscita diventa un regalo
Quando esci, fai comparire qualcosa che per lui è speciale. Un kong farcito, un lecca-lecca per cani, un puzzle alimentare. La regola è semplice: quel tesoro esiste solo quando non ci sei.
È un classico principio di condizionamento: se alla tua partenza succede qualcosa di buono, l’emozione cambia. E con lei, il comportamento.
Routine, energia e “spazio sicuro”: i tre alleati quotidiani
Le tecniche funzionano meglio se la vita del cane è prevedibile e appagante.
Routine stabile e stancamento intelligente
Un cane scarico, nel senso buono, affronta meglio la solitudine.
- orari regolari per pappa e uscite
- passeggiata prima di partire (meglio annusata lunga che corsa nervosa)
- 5 minuti di training semplice a rinforzo positivo (seduto, target, giochi olfattivi)
Crea uno spazio sicuro
Non è una punizione, è un “nido”. Può essere una stanza tranquilla o un recinto ben allestito.
Elementi utili:
- cuccia comoda, acqua, masticativi sicuri
- stimoli ridotti (tende, luci morbide)
- musica rilassante a basso volume
- giochi interattivi che non frustrino
Errori comuni che peggiorano tutto
Alcune abitudini, spesso fatte “per amore”, aumentano l’ansia.
- saluti drammatici prima di uscire
- rientri troppo eccitati, che rendono l’attesa un evento enorme
- lasciare il cane solo per ore senza preparazione graduale
- punizioni al ritorno (non collegano l’errore al passato, aumenta solo lo stress)
Quando serve supporto professionale (e perché non è una sconfitta)
Nei casi più intensi, o se ci sono autolesioni e tentativi di fuga, è sensato farsi guidare da un educatore cinofilo e, se necessario, da un veterinario comportamentalista. Possono valutare anche aiuti integrativi, come feromoni o rimedi naturali, sempre con prudenza, e nei casi gravi farmaci prescritti dal veterinario, abbinati alla terapia comportamentale.
Quanto tempo ci vuole davvero?
Molti cani migliorano in 1-3 mesi se il percorso è coerente. Ma ogni storia è diversa: età, esperienze passate, durata delle assenze e sensibilità individuale fanno la differenza. Il segreto è misurare i progressi in piccole vittorie: un minuto calmo oggi vale più di un’ora disastrosa domani. In fondo, stai insegnando una competenza: restare solo senza paura. E questa, con il metodo giusto, si impara.




