Gatto che perde pelo in abbondanza: ecco quando è normale e quando preoccuparsi

Ti ritrovi il divano “imbiancato”, i vestiti che sembrano sempre coperti da una pellicola morbida, e il gatto, serafico, che continua a leccarsi come se nulla fosse. Quando un gatto che perde pelo in abbondanza è semplicemente nel pieno della sua natura, e quando invece sta cercando di dirci che c’è qualcosa che non va?

La muta: quando la perdita di pelo è normale

Nella maggior parte dei casi, soprattutto in casa, il pelo che vola ovunque è il prezzo da pagare per convivere con un felino. La perdita è fisiologica in due periodi tipici: primavera e autunno, quando il mantello si adatta a temperature e luce.

In questa fase puoi notare:

  • più pelo sul pavimento e sulle spazzole
  • piccole “nuvole” di sottopelo
  • una toelettatura più insistente

E qui c’è un dettaglio sorprendente: mentre si pulisce, il gatto può ingerire anche circa 10 cm³ di pelo al giorno. È il motivo per cui, durante la muta, aumentano anche i boli di pelo (e a volte il pelo può comparire nelle feci o in piccoli rigurgiti).

Un piccolo test pratico (che uso anch’io)

Chiediti: “Questo aumento è iniziato da poco e sembra legato alla stagione?”
Se sì, e il gatto è vivace, mangia e gioca normalmente, spesso è solo muta. Se invece la perdita non accenna a calare e compare “a chiazze” o con irritazioni, vale la pena alzare l’attenzione.

Quando preoccuparsi: i segnali che non vanno ignorati

La perdita di pelo diventa più sospetta quando è continua, molto abbondante, e soprattutto quando si accompagna ad altri sintomi. I campanelli d’allarme più chiari sono:

  • arrossamenti, croste, pustole o prurito intenso
  • zone completamente senza pelo o pelle visibilmente infiammata
  • malessere generale, come letargia, dimagrimento, cambiamenti di umore o isolamento
  • perdita che prosegue fuori dai periodi di muta (o senza alcuna pausa)

Qui non si tratta più solo di “pelo che cade”, ma di un possibile problema di cute, ormoni, stress o parassiti. E la differenza la fanno i dettagli.

Le cause più comuni (e come si presentano)

È utile pensare alle cause come a tre grandi famiglie: dermatologiche, metaboliche e comportamentali/nutrizionali.

Problemi dermatologici

Spesso la pelle parla prima del resto del corpo:

  • Dermatite da pulci: basta anche una sola puntura per scatenare una reazione allergica importante. Il gatto si gratta, si lecca in modo ossessivo, e il pelo si spezza o cade.
  • Infezioni fungine come la tigna: possono creare aree rotonde senza pelo e desquamazione.
  • Allergie alimentari o ambientali: prurito, arrossamenti, perdita diffusa, a volte con otiti o irritazioni ricorrenti.

In questi casi la parola chiave è prurito. Se vedi che si gratta o si lecca “sempre nello stesso punto”, non liquidarlo come un vizio.

Patologie metaboliche

Qui spesso il pelo è un indizio, ma non l’unico:

  • Ipertiroidismo: può associarsi a perdita di peso e cambiamenti nell’appetito.
  • Ipotiroidismo e sindrome di Cushing: possono alterare qualità e densità del mantello.
  • Diabete e insufficienza renale: talvolta il pelo appare opaco, e il gatto può cambiare abitudini (sete, appetito, energia).

Se noti dimagrimento, sete aumentata o stanchezza, il mantello che cade è solo una parte della storia. (E sì, lo stress può peggiorare tutto, anche qui.)

Stress, ansia e carenze nutrizionali

A volte la causa non è “sulla pelle”, ma nella routine:

  • Stress e cambiamenti (trasloco, nuovi animali, lavori in casa): alcuni gatti reagiscono con leccamento eccessivo (legato anche alla ansia).
  • Carenze nutrizionali: pochi omega-3, vitamine o minerali possono rendere il pelo fragile e la cute più reattiva.
  • Parassiti e infezioni: non sempre li vedi subito, ma i segni sì.

Come intervenire: cosa fare subito e cosa chiedere al veterinario

Se la perdita è davvero eccessiva, la strada più sensata è una visita veterinaria. Di solito, per capire l’origine, possono servire:

  • esame clinico della cute e del mantello
  • valutazione di parassiti e infezioni
  • analisi del sangue e delle urine, soprattutto se ci sono sintomi generali

A casa, nel frattempo, puoi fare tre cose utili:

  1. Spazzolare con regolarità (soprattutto in muta), riduce il pelo ingerito e aiuta a monitorare la pelle.
  2. Osservare se il pelo compare in feci o boli vomitati, segno che la toelettatura è aumentata.
  3. Rendere l’ambiente più “facile” con routine stabili, giochi, tiragraffi, zone tranquille, perché uno stato emotivo sereno spesso si riflette anche sul mantello.

Il punto chiave: normale o no?

È normale se è stagionale, graduale, senza pelle irritata e con un gatto in forma. È il momento di preoccuparsi se la perdita è persistente, a chiazze, con prurito o con segnali di malessere generale. In quel caso, meglio non aspettare che “passi da solo”: il pelo che cade, spesso, è il modo più semplice che il corpo ha per chiedere attenzione.

PlanetaNews

PlanetaNews

Articoli: 153

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *